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IL SIGNORE AIUTI I RAGAZZI A VIVERE COME SUOI AMICI

Casa che accoglie, cortile che fa giocare, scuola che avvia alla vita, si, certamente. Tuttavia il vero cuore dell’Oratorio di Schio è la cappella. Lì, attorno, al Signore che ama e perdona, vicini all’immagine di Maria Ausiliatrice, si viene educati alla misericordia e alla donazione di sé. Ecco perché la cappella salesiana è al centro di varie proposte. Non solo le messe domenicali e prefestive, dunque, ma anche il percorso mattutino in occasione dell’Avvento e della Quaresima, e la speciale formazione spirituale ideata e offerta ai ragazzi dell’oratorio e delle scuole e ai loro genitori.

Guardiamo alle date; nel biennio 1970-1971 fu posta mano alla costruzione del palazzetto dello sport, opera improcrastinabile. Subito dopo però – 1978-1979- fu completamente rifatta la cappella, in modo che rispondesse meglio alle esigenze e alla sensibilità liturgica dei tempi. Del resto, come diceva Don Bosco, “è l’amicizia del Signore la nostra ricchezza, nella vita terrena e nell’eternità”.

UNA SCUOLA CHE AVVIA ALLA VITA E ALLA PROFESSIONE

Anche all’oratorio di Schio particolare attenzione è data alla scuola. Attualmente i salesiani si qualificano per l’offerta di una scuola superiore a indirizzo professionale che propone tra differenti indirizzi: agro-ambientale per orto-floricultori, impiantistica civile e industriale per installatori e manutentori d’impianti elettrici, commerciale per addetti e gestori di punti vendita. Si tratta di oltre 200 allievi che provengono da una trentina di comuni della provincia.

Fare attenzione ai bisogni dei ragazzi meno fortunati, o perché trascurati o perché difficili e perciò tenuti ai margini, significa aiutarli nel loro impegno all’istruzione. Scuola, come si è visto, ma anche dell’altro. I bisogni infatti sono tanti (assistenza allo studio, accompagnamento e stage presso aziende di settore, accoglienza e accompagnamento di ragazzi con difficoltà scolastiche, coinvolgimento delle famiglie).

Ecco allora il doposcuola, denominato “dopo la campanella” e il corso di lingua italiana per bambini stranieri. Nell’insieme, proposte con una forte connotazione di supplenza nei confronti delle istituzioni pubbliche, supplenza che si indirizza a tanti ragazzi italiani ma anche agli extra-comunitari, attualmente presenti in oratorio in ben 17 etnie, perciò con differenti tradizioni sia culturali che religiose.

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